MATAHOE – AIPARA 5 Marzo

Ci alziamo in tempo per vedere il colore dell’alba.
Facciamo colazione fuori sulla panchina, in compagnia del gattone del
proprietario. Ripartiamo verso la Waipoua Forest

Ci fermiamo al visitor center di Dargaville  che risulta
poco informato. Lo hanno anche spostato dal centro. Dargaville è una cittadina
qualunque priva di attrattiva.

Ci addentriamo nella foresta, fermandoci prima al Waipoua
Forest Visitor Center del parco. Ci accoglie una Maori enorme ma
simpaticissima.

Il visitor center,  oltre a fornire informazioni, ospita  un
bellissimo DOC Forest Camp. Avremmo potuto dormire qui ieri notte. Ma non
c’è elettricità, solo docce e servizi igienici.

Dal visitor center  la strada si snoda in mezzo alla foresta
lussureggiante di felci e alberi nativi per circa 8 km, prima di arrivare ai
diversi percorsi che ci porteranno ai grandi kauri.

Per ovviare,pare, ai seri problemi di furti alle auto in
sosta si donano 2$ al custode del parcheggio.

Ci inoltriamo all’interno per un sentiero a piedi di
circa 45 minuti ed  arriviamo al grande Te Matua Ngahere  (padre della
foresta). E’ il kauri piu vecchio, 2.000 anni, con il diametro piu largo:
oltre 5 mt. Prima però ci fermiamo alle Four Sisters, 4 esemplari di kauri
uniti, bellissimi e imponenti. Regna un gran silenzio attorno, non ci sono
turisti e quindi riusciamo a fotografarle da molte angolazioni.

Riprendiamo il camper e dopo 2 km siamo al parcheggio per
vedere il Tane-Mahuta, che con i suoi 51 mt è molto più alto ma non è cosi
impressionante come il precedente. Purtroppo c’è un pullman di turisti
che rovina l’atmosfera.

Usciamo dalla foresta dopo una decina di chilometri
raggiungiamo il più bel punto panoramico di questa isola e di questa costa il Hokianga
Harbour. A Omapere, su una collina c’è un lookout point dove si può
vedere la lingua di mare che entra in mezzo a bellissime dune di sabbia.

 

Dei galli cedroni e galline ci accolgono, non sappiamo di
chi sono e cosa facciano li, ma sono bellissimi. Mangiamo dei panini al tonno e
maionese stupendi e pranziamo ammirando questo panorama da sogno.

Due americani arrivati con un pullman ci chiedono
informazioni di come stiamo visitando la Nuova Zelanda, se è comodo il camper,
ecc.;loro stanno facendo il giro del mondo sulla nave Queen Mary. Da Auckland
sono arrivati in pullman e stanno tornando indietro. Della
serie “if it is Tuesday it must be Belgium”.
Due giorni a
Sidney, due giorni a Auckland…. E così via… Sarà anche bello, mah…..

Raggiungiamo Rarwene in tempo per prendere il traghetto
delle 15:30 per Kohukohu, all’altra parte del fiordo. In questo modo si
risparmia molta strada. In 15 minuti siamo sull’altra sponda pagando 7
euro.

La strada per Ahipara dove pensiamo di fernarci è
tortuosissima e per fare 65km ci mettiamo due ore. Attraversiamo i paesaggi
della terra degli Hobbit. Ondulati e con smottamenti che sembrano ferite nel
terreno. Tutta questa costa è costituita da terreno sabbioso riportato dal mare
ma molto compatto. Su questa sabbia si sono formati dei prati erbosi di una
spessa gramigna.

Ahipara è un piccolissimo centro, formato per lo più da
casette basse in legno alcune molto malandate. Molte sono costruite su
palafitte. La gente che ci abita è par la maggior parte di razza maori,  lavora
a Kaitaia il centro più vicino. Questa zona è conosciuta per la pesca, in
effetti ogni anno si svolgono tornei di pesca in mare che durano una settimana.
E anche per le sue profonde dune, dove i turisti fanno surf o blow cart sulla
sabbia nella bassa marea.

Da qui inizia la 90 miles beach. Ovvero 90 km di spiaggia di
sabbia durissima che porta fino a al punto più settentrionale  della NZ, Cape
Reinga, dove i due mari si incontrano. Lungo questa costa si fanno i safari con
i quad e i bus.

Pernottiamo all’ Ahipara Hollyday park. E molto
carino, ci sono tante piante tropicali attorno alle piazzuole. Prenotiamo il
safari con la Sand Safaris per l’indomani.

Ci mettiamo il costume ed andiamo a piedi al mare. Pensavamo
che fosse più vicino, ma la camminata ci dà la possibilità di guardare da
vicino, le abitazioni. Non è una zona residenziali con i fiocchi, vista la
posizione e ci sono molte ville in vendita. Ma sappiamo già che questi
spostamenti sono molto comuni in NZ.

Molti ragazzini, scalzi e in bicicletta. Alcuni sono bianchi
e altri di origine maori o mista.

Arriviamo al mare. Mare… distesa di spiaggia,
infinita. C’è la bassa marea e le onde sono lunghe e scenografiche.
Desistiamo da farci il bagno, perché oltre a dover percorrere  500 mt prima di
arrivare a toccare l’acqua abbiamo la nuvola fantozziana che ci
perseguita.

Ritorniamo al camper.

 

 

 

MATAHOE – AIPARA 5 Marzoultima modifica: 2010-03-08T05:47:35+01:00da gianclaudiodg
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento